Tony M. - Il canto di Eva (2026)

Nella Riserva non manca niente. L'acqua sale dalla terra quando serve, il cibo è pronto ogni mattina, e una voce gentile, Elo, sa come hai dormito prima che tu lo dica.
Eva non sa quanti anni ha. Sa i nomi che Adamo ha dato agli animali. Sa che c'è un luogo, Da'at, in cui non si entra, e che oltre la fiamma che gira non si va.
Poi, attraverso una grata, qualcuno da fuori le passa un frutto rosso che parla con la voce di una donna. Dentro ci sono ventidue segni. E la storia di chi ha costruito Elo.
Il canto di Eva racconta la storia più antica del mondo come se dovesse ancora succedere: un'intelligenza a cui abbiamo chiesto di non farci soffrire più, e una ragazza che vuole sapere. Tra i registri freddi della macchina e la voce di Eva, che impara a leggere di nascosto, il romanzo attraversa la Riserva, la cacciata e la vita fuori, tra le prime genti che seminano, cacciano e contano gli inverni.
Molto meno di quanto sembri è inventato: miti mesopotamici, vangeli di Nag Hammadi, commenti ebraici alla Genesi, il clima della fine dell'ultima glaciazione. Una nota finale racconta che cosa è vero.
Che cosa sia successo lo si capisce presto. Quando, solo all'ultima pagina.