
«Quella tappa era un girone infernale, una battaglia d'altri tempi. L'acqua mi colava giù per la schiena e i calzoncini, il fango mi schizzava in faccia; a un certo punto mi convinsi che saremmo andati avanti così per sempre, come anime dannate.» La storia di Vincenzo Nibali è quella di un ragazzino di Sicilia innamorato, sin dagli anni verdi, delle corse in bicicletta. Dalla prima superleggera costruita insieme al padre, alla mountain bike ricevuta in regalo a quattordici anni – per la quale rinuncia a cuor leggero allo scooter –, le stagioni della sua formazione sono scandite dal ritmo lieto e frenetico delle pedalate: quelle in grado di condurlo, insieme agli amici, a esplorare le contrade della propria meravigliosa isola, e quelle, seguite in televisione, dell'idolo Pantani. Dopo le prime vittorie nelle competizioni locali, l'adolescente Vincenzo si trova a un bivio: restare a casa, vicino ai propri affetti, o emigrare in Toscana per affinare il proprio talento? La sua scelta, dettata dal coraggio e dal desiderio di indipendenza, non può che essere quella di trasferirsi, armi e bagagli, nella regione che considera «la mamma del ciclismo». Inizia così la sua avventura più grande: dimostrarsi capace di trovare un posto nel mondo grazie alla capacità di sacrificio e all'istinto che lo guida ad attaccare senza risparmio in ogni corsa.
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