Sono dieci brevi favole che hanno tutte come soggetto, affatto mascherato, il Cavaliere d’Italia per antonomasia. Lo scrittore siciliano ha una dichiarata avversione per il Cavaliere e non lo nasconde: "la mia avversione per Berlusconi è totale – dice ad un giornalista – Attenzione, però – subito precisa – è un’avversione limitata a lui, di persona pirsonalmente”. Per esprimere il proprio pensiero, Camilleri pensa bene di farlo attraverso il linguaggio metaforico delle favole, lo stesso che usavano Esopo e Fedro. Fra realtà e fantasia, il mondo favolistico di Camilleri è caratterizzato da uno spiccato senso dell’umorismo che è visibile anche negli episodi di Montalbano anche grazie ai tanti termini dialettali con cui farcisce i racconti. La metafora in lui è blanda, forse perché vuole essere sicuro che il lettore capisca bene di chi si sta parlando; ma non è mai sarcasmo, magari semplice satira politica e sociale. Il suo è un invito a guardare la realtà con la maturità del distacco.
Attenzione! Non sei autorizzato a visualizzare questo testo / Solo gli utenti registrati possono visualizzare questo testo!
Gli utenti del Visitatori non sono autorizzati a commentare questa pubblicazione.