Questo volume di Natalie Bauer-Lechner su Gustav Mahler, proposto da Il Saggiatore nella bella e scorrevole traduzione di Sivia Albesano, si presenta come un commovente attestato di amicizia dell'autrice nei confronti del grande musicista. Un attestato del quale la Bauer-Lechner ci fa tutti partecipi, dalla sua posizione privilegiata di amica personale di Mahler. Amica-adoratrice direi, e questo è l'unico appunto che si potrebbe fare alla "veridicità assoluta" del testo proposto: che vi possa essere in parte il sospetto che sia anche frutto di una certa fantasia dell'autrice.
La Bauer-Lechner fu una musicista che faceva parte a fine Ottocento di un complesso tutto "al femminile", in quanto viola del quartetto d'archi Soldat-Roeger, e che, pur vivendo molto appartata, fu nella ristretta cerchia di amici e frequentatori di Mahler per oltre dieci anni, fino a quando il compositore si fidanzò con Alma Schindler nel 1902.
L'autrice del volume ebbe modo di seguire dal suo osservatorio privilegiato l'attività di Mahler, i suoi viaggi, i suoi successi in teatro, i suoi incontri, i suoi progetti per le future composizioni.