Negli anni Novanta dell'Ottocento sta per morire, a Verona, il tenente gene-
rale Salvatore Pianell, comandante del corpo d 'armata (quello in prima linea in
caso di guerra con l'Austria), cavaliere dell'Annunziata, Senatore del Regno.
Era stato uno dei nostri pochi leader militari a brillare a Custoza, e anni prima,
da ministro della Guerra di Francesco II, aveva dato un sapiente contributo al-
lo sfascio dell'esercito e alla caduta del regno delle Due Sicilie. Ora, davanti al-
la morte, qualcosa lo spinge a scrivere al suo re, a chiedergli perdono. Francesco
II da Arco di Trento (allora Austria) gli risponde affettuosamente, confortan-
dolo: l 'ex sovrano non era stato un condottiero, ma resta un gentiluomo ed un 'a-
nima religiosa, e tanto basta.