Hanna Arendt - La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme (1964)
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Resoconto lucido e riflessivo del processo che vide imputato e condannato a morte Adolf Eichmann, ritenuto responsabile di crimini contro il popolo ebraico e l’umanità dalla magistratura dello Stato di Israele per l’alta mansione di organizzatore logistico del sistema incaricato della raccolta e deportazione degli ebrei ai campi di concentramento e sterminio. Hanna Arendt analizza quello che, a cominciare dalla cattura avventurosa del burocrate nazista e dell’enorme richiamo internazionale, è un evento unico. Qual è il senso della condanna capitale di un solo uomo difronte all’olocausto di milioni di individui? Sotto che legge viene processato? Quale Corte imparziale lo giudica? Chi è Adolf Eichmann che si proclama solo un esecutore, e che ripete come tutti i nazisti che se non avesse obbedito sarebbe stato passato per le armi? Fino a che punto si può ritenere solo un funzionario al pari dell’ultimo scribacchino della Cancelleria del Reich? E perché non si può vedere in Eichmann lostesso comportamento del popolo tedesco che ha accompagnato entusiasticamente Hitler fino alla tragedia di entrambi? E compiere il male, può essere anche così banale come la firma posta in calce ad un documento di trasporto che porterà delle vite verso luoghi di annientamento?
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Questo contenuto appartiene alla categori Vecchia Libreria ed è stato aggiunto il 26-03-2016, 23:43. L’Impero Dei Sogni.
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