Questa commedia di grande successo fu messa in scena per la prima volta al Teatro San Luca durante il carnevale del 1756 il diciannove febbraio, e il successo fu dovuto, secondo lo stesso Goldoni, all'osservazione approfondita e diretta del popolino, della 'plebe' veneziana, chiusa nel ristretto orizzonte del campiello, cioè della piazzetta su cui si affacciano le case. Il campiello diventa un po' il salotto nel quale si scambiano impressioni e sentimenti, in cui si attua una sorta di vita in comune che si snoda di volta in volta tra gelosie e solidarietà sincera, tra scontri e rappacificazioni nella coscienza che la sorte di uno solo degli abitanti è la sorte di tutti.
Protagonista non è questo o quell'individuo, ma questo vivere insieme la vita, questo incontrarsi quotidiano in comune, nel campiello di cui le singole case sono quasi un'appendice, in cui i caratteri singoli degli individui si fondono nel più vasto modello comportamentale che è la vita stessa colle sue mille sfaccettature, nella varietà di un vivere quotidiano scandito dalle circostanze che si susseguono spesso in modo autonomo e indipendente dalla volontà umana ma talvolta create dagli stessi individui.
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