Per l'investigatore Marco Didio Falco scrivere poesie è solo un piacevole svago a cui dedicarsi tra un'indagine e l'altra. Eppure, quando nella torrida estate romana del 74 d.C. decide di partecipare a una lettura organizzata per amici e parenti, ciò che è nato come un semplice passatempo potrebbe trasformarsi di colpo in qualcosa di più importante: Aurelio Crisippo, proprietario della Banca Aureliana e mecenate delle arti, è disposto a pubblicare la sua opera e a farlo entrare nella cerchia di autori del Cavallo Aureo, la sala di scrittura che gestisce nei pressi della sua sfarzosa dimora.
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