Uscii di prigione la mattina del quattro luglio. Era una bella giornata: molto più bella, fuori, che non all’interno di quelle mura di pietra. Nessun dubbio che fosse la stessa aria, ma aveva un profumo migliore, dalla parte giusta del grosso portone laminato di ferro. La scarcerazione di chi scrive non è la fine, ma soltanto il principio della vicenda, di un’incursione nel mondo della malavita, di un’avventura rocambolesca, vissuta in uno stato di perenne angoscia, di tensione logorante, da un uomo il quale sa che la morte lo segue, più fedele e vicina della sua propria ombra.
Attenzione! Non sei autorizzato a visualizzare questo testo / Solo gli utenti registrati possono visualizzare questo testo!