Mirko Parola – L'ordine del corvo (2026)

Quanto della tua vita hai scelto davvero?
Il tuo nome.
La tua famiglia.
Il tuo lavoro.
Le persone che frequenti.
Ciò che consideri successo.
Ciò che hai paura di perdere.
Da questa domanda nasce l’Ordine del Corvo.
All’inizio è soltanto una comunità fondata su un principio semplice: osservare ciò che ci è stato imposto, ricordare da dove viene e scegliere cosa merita davvero di restare.
Poi arrivano i Precetti.
La rinuncia.
I nuovi nomi.
La Famiglia di Scelta.
La Disciplina.
Le Veglie.
Le Stanze di Rientro.
E, lentamente, un sistema nato per liberare le persone comincia a stabilire quando una scelta sia davvero libera, quando un dubbio sia autentico e quando il desiderio di andarsene debba essere corretto.
A raccontare tutto è Samuele Valli, fondatore e Primo Corvo.
Non cerca perdono.
Non nega le accuse.
Non pretende innocenza.
Ricostruisce la propria filosofia, gli errori dell’Ordine, il tradimento dei principi originari e la progressiva trasformazione di una comunità in qualcosa che nessuno dei suoi membri avrebbe riconosciuto all’inizio.
Fino alla Notte delle Piume.
Fino ai morti.
Fino alla fine.
Ma questo non è un romanzo tradizionale.
L’Ordine del Corvo è costruito come un autentico testo interno della setta: manifesto, confessione, manuale, memoria e processo di iniziazione nello stesso volume.
Pagina dopo pagina, la voce del Primo Corvo accompagna il lettore attraverso idee inquietanti proprio perché non sono sempre assurde.
Perché alcune sembrano sensate.
Alcune persino giuste.
Ed è lì che nasce la domanda più pericolosa:
se fossi stato al loro posto, avresti davvero capito quando andartene?