
Luigi Simone - Ciò che resta degli dei (2026)
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Qualcuno ha scritto che i sogni sono il riflesso dell’anima. Io vi scrivo che gli incubi sono il riflesso che apre le porte dell’inferno ed io le aprii. Non c’è stata guerra. Non c’è stata invasione. C’è stato solo il silenzio dello Stato, e poi la fame. Luigi era un uomo qualunque: mutuo, lavoro, famiglia. Quando Roma è diventata un rogo, ha preso Anna e la piccola Sofia ed è fuggito verso l’unica terra che conosceva: la Calabria aspra di suo nonno. La masseria dei Tuveri lo accoglie. Don Mimmo gli dà pane e un giaciglio nel granaio. In cambio vuole le braccia, il silenzio, la schiena curva. Luigi scopre che l’inferno non ha forconi: ha la faccia del padrone che ti sorride mentre ti conta i denti.