
Sofia Pirandello - Cellulosa (2026)
Anteprima esclusiva regnodeisogni
Un raggio di sole gli buca la pupilla dell’occhio destro. L’estate assassina lo sta venendo a cercare. Re Bomba si lancia all’indietro, dandosi la spinta con le mani e con il mento. Calcola perfettamente l’angolo d’inclinazione, la sedia rimane in equilibrio su una gamba sola. Alza le braccia verso l’alto, immagina di essere di fronte a un pubblico che applaude. Re Bomba serra le palpebre e resta così, sospeso. Dentro di lui si fa buio. Fresco. È in attesa, anche se non sa di cosa. Medita, si rilassa al modo cretino degli adolescenti, masticando il cappuccio di una penna mentre alimenta un impercettibile moto oscillatorio che gli consente di sfidare la gravità. Gli esami sono finiti, sarà il momento più bello della sua vita, l’unico senza più scuola, l’ultimo ancora senza lavoro. Il salone della casa in cui è cresciuto brilla pigramente, si sono scaldati persino il pulviscolo che attraversa lentamente la stanza e gli insetti stecchiti negli angoli. La campagna fatica a restare fuori, preme all’ingresso, vuole mangiare ogni cosa. Quando Pietro lo trova, Re Bomba sembra una ballerina avvolta da una cascata di neve alla glicerina, intrappolata in una palla di vetro, la testa ribaltata e gli occhi chiusi. Le mani sono rimaste sospese a mezz’aria come quelle di una marionetta a riposo.
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