
Guido Tortorella - Artificiale (2026)
Gennaio 2028: sono passati undici anni dalla morte di suo papà, per Diego sono stati anni di struggimento e mancanza. Ricorda benissimo il giorno del funerale, le persone accorse da tutta Italia, la sensazione di vuoto che non lo ha mai abbandonato. E ora che la Vitali Future – azienda che sviluppa intelligenze artificiali usate come cervelli di corpi antropomorfi – ha scelto proprio suo padre per la sperimentazione, Diego si ritrova di fronte a quel Cino Tortorella che ha incantato generazioni di ragazzi e che occupa un posto speciale nella memoria collettiva. Per lui però, Cino è soprattutto suo papà, e la figura che si ritrova davanti agli occhi è identica all’originale. Impossibile resistere alla tentazione di rinnovare un rapporto che pensava ormai perduto. L’affetto per suo padre, ritornato in vita come una fenice, mette in secondo piano ogni cosa: la famiglia, l’amore, il lavoro. Presto, però, Diego si rende conto che i palazzi della Vitali Future somigliano più a una prigione che a un centro di ricerca. Se esiste una seconda vita, deve essere libera, fuori di lì. Bisogna evadere.