Willis George Emerson – Il Dio fumoso (2026)

The Smoky God, or A Voyage to the Inner World è un romanzo fantastico pubblicato nel 1908 dallo scrittore e politico statunitense Willis George Emerson. L’opera è considerata uno dei testi cardine della letteratura e del folclore legati alla teoria della Terra Cava, presentata sotto forma di resoconto biografico autentico.
Il testo adotta il classico topos del manoscritto ritrovato. Emerson si presenta non come l’autore di una finzione, ma come il semplice trascrittore della confessione resa in punto di morte da un anziano pescatore norvegese, Olaf Jansen.
Jansen avrebbe tenuto nascosta la propria incredibile avventura per quasi tutta la vita, dopo essere stato rinchiuso ingiustamente per ventotto anni in un manicomio per aver osato raccontarla al suo ritorno nel mondo esterno.
La narrazione ripercorre la spedizione intrapresa nel 1829 da Olaf insieme al padre, Jens Jansen:
Salpati da Stoccolma a bordo di un piccolo peschereccio a vela, padre e figlio si spingono oltre le isole Svalbard e la Terra di Francesco Giuseppe, cercando una misteriosa terra calda oltre i ghiacci polari, secondo antiche leggende scandinave. Spinti da una violenta tempesta e guidati da una singolare anomalia della bussola, attraversano senza rendersene conto l’apertura polare settentrionale, scivolando dalla superficie esterna alla curvatura interna del pianeta.
All’interno della Terra, il cielo non ospita il sole classico né stelle, ma una sfera centrale di fuoco elettrico, parzialmente velata da una coltre di nebbie e nubi che le conferiscono un aspetto fumoso (da cui l’appellativo di Smoky God, adorato dagli abitanti come divinità).
I due scoprono una terra rigogliosa, dal clima mite, dove la vegetazione raggiunge dimensioni colossali (grappoli d’uva giganti, alberi ciclopici) e gli animali (tra cui mammut ritenuti estinti) vivono indisturbati. La popolazione locale è formata da una razza di giganti alti fino a quattro metri, pacifici, longevi (con vite di diversi secoli), vegetariani e depositari di avanzate conoscenze scientifiche, spirituali e ingegneristiche (inclusi treni a levitazione o monorotaie elettriche).
Dopo aver soggiornato circa due anni nella città di Jehu, i due decidono di tornare a casa uscendo dall’apertura polare meridionale (Antartide). Durante il tragitto tra gli iceberg, un blocco di ghiaccio distrugge l’imbarcazione: il padre perde la vita, mentre Olaf viene soccorso da una baleniera scozzese.
Il romanzo riprende e popolarizza le idee diffuse nell’Ottocento da figure come John Cleves Symmes Jr. e William Reed (autore di Phantom of the Poles, 1906), integrando nozioni di elettromagnetismo dell'epoca con speculazioni geografiche.
Il mondo interno viene descritto esplicitamente come la culla originale dell’umanità e il vero Giardino dell’Eden, influenzando in seguito correnti teosofiche, esoteriche e speculazioni su civiltà sotterranee come Agartha e Shambhala.
Con introduzione di Nicola Bizzi.