Rosaria M. Notarsanto – La neve tra le righe (2026)

Agnese cercava due settimane di silenzio.
Nicolò aveva prenotato lo stesso chalet.
Agnese Bellini, autrice e illustratrice per l’infanzia, arriva a Lillaz con un obiettivo preciso: terminare la storia di Timo, un piccolo ermellino incapace di scegliere quali impronte seguire, e ritrovare quella voce creativa che sembra essersi smarrita dentro una vita pianificata fin nei dettagli.
Ma una doppia prenotazione manda tutto all’aria.
Agnese dovrà dividere lo chalet con Nicolò, un veterinario di montagna riservato, pragmatico e fin troppo capace di accorgersi di ciò che lei non dice. Con lui c’è Fosca, una cagnolona tanto affettuosa quanto indifferente alle regole della casa.
Lei disegna storie. Lui sa leggere le tracce.
Tra blackout, animali da soccorrere, sentieri innevati e schermaglie che nascondono un’attrazione sempre più difficile da ignorare, la convivenza forzata incrina tutte le certezze di Agnese.
A Torino, però, c’è Gabriele, l’uomo che l’aspetta e che ha già una risposta per ogni suo dubbio. Nicolò, invece, si rifiuta di scegliere al posto suo.
Agnese si ritrova così sospesa tra una strada già tracciata e un sentimento che non le promette sicurezza, ma libertà.
Perché amare qualcuno non dovrebbe significare seguire le sue impronte. A volte significa trovare il coraggio di lasciarne una prima, imperfetta, tutta propria.
Un romance contemporaneo autoconclusivo, slow burn e a lieto fine, tra convivenza forzata, paesaggi innevati, dialoghi brillanti e la libertà di amare senza smarrire se stessi.