Paolo Cappelli – L'Italia Polare: Dal Mediterraneo all'Artico: geografia di un interesse nazionale (2026)

Che cosa c’entra l’Italia, Paese mediterraneo, con l’Artico?
Molto più di quanto suggerisca la geografia.
Il ghiaccio marino si ritira, nuove rotte diventano progressivamente accessibili, le risorse del Grande Nord acquistano valore strategico e una regione per lungo tempo considerata periferica entra nella competizione tra Russia, Stati Uniti, Cina ed Europa. Con l’ingresso di Finlandia e Svezia nella NATO, anche la geografia della sicurezza europea è cambiata.
L’Italia è parte di questa storia da oltre un secolo.
Dalle spedizioni del Duca degli Abruzzi e di Umberto Nobile alla stazione scientifica Dirigibile Italia nelle Svalbard, dalle campagne oceanografiche alla partecipazione al Consiglio Artico, la presenza italiana nel Grande Nord si è costruita soprattutto attraverso ricerca, diplomazia, tecnologia e cooperazione internazionale.
L’Italia polare ricostruisce questa presenza e la mette a confronto con la trasformazione geopolitica dell’Artico contemporaneo.
Il libro analizza il cambiamento climatico e il progressivo arretramento dei ghiacci; la Rotta del Mare del Nord e le altre vie di navigazione polare; la competizione per energia, minerali e terre rare; le strategie di Russia, Stati Uniti, Cina e Unione europea; il futuro della Groenlandia e la particolare condizione delle Svalbard; la crisi del Consiglio Artico dopo l’invasione russa dell’Ucraina; il ruolo delle popolazioni indigene; la ricerca scientifica italiana e le possibili implicazioni per la NATO e per la Difesa.
Al centro rimane però una domanda: quale interesse nazionale può avere l’Italia nell’Artico?
La risposta proposta non è quella di una improbabile potenza polare. L’Italia non possiede territori artici e non ha rivendicazioni territoriali nella regione. Dispone però di una tradizione scientifica consolidata, capacità tecnologiche e industriali, una posizione nel sistema europeo e atlantico e un'esperienza diplomatica che possono consentirle di esercitare influenza attraverso strumenti diversi dalla potenza territoriale.
Dal Mediterraneo al Polo Nord, la distanza geografica non coincide più con la distanza strategica.
Perché ciò che accade nell’Artico riguarda il clima europeo, le rotte commerciali, l’energia, le materie prime, la sicurezza e gli equilibri internazionali dei prossimi decenni.