Gil Durán - Silicon Reich. L'ascesa dei tecnomiliardari e la guerra alla democrazia (2026)

«Oggi in America si sta formando un'oligarchia molto ricca, potente e influente, che minaccia la nostra democrazia, i nostri diritti fondamentali, la nostra libertà e l'equa possibilità per tutti di raggiungere i propri obiettivi.» Così disse Joe Biden nel suo ultimo discorso da presidente il 15 gennaio 2025. Cinque giorni dopo, una fotografia ritraeva Donald Trump alla cerimonia per il suo secondo insediamento circondato dai CEO delle maggiori aziende tecnologiche, da Elon Musk a Jeff Bezos, Mark Zuckerberg e Sundar Pichai. In questo libro inchiesta, il giornalista Gil Durán esplora a fondo i rapporti - talora palesi, altre volte sapientemente occultati - tra i miliardari della Silicon Valley e la nuova amministrazione americana, risalendo alle radici di un piano che ha una lunga storia. Inizia tutto negli anni Novanta, quando nei blog di Palo Alto cominciano a circolare idee eversive, come quella che la democrazia sarebbe diventata obsoleta e una potente élite si sarebbe servita della tecnologia per governare. L'ascesa dei magnati delle Big Tech e la convergenza con il populismo autoritario ha poi trasformato queste idee in una dottrina di governo. Le prove sono sotto gli occhi di tutti: dalla creazione di agenzie speciali come il doge, affidata a Elon Musk per smantellare l'apparato federale, ai contratti miliardari stipulati con Palantir per la sorveglianza di massa, dal sistematico asservimento dell'informazione all'ascesa di figure cresciute grazie al venture capital come J.D. Vance. L'innovazione e l'efficienza sono solo dei pretesti, il vero obiettivo è indebolire le istituzioni, sostituendole con l'IA, e creare sistemi finanziari immuni da ogni controllo grazie alle criptovalute. Forse, però, non è ancora troppo tardi per mettere in moto gli anticorpi della democrazia. Per questo, il lavoro di Durán non è soltanto un'impeccabile inchiesta sul presente, ma un testo essenziale per chi vuole capire, e fermare, l'ultima frontiera dell'autoritarismo.