L’alba del XX secolo vede le diplomazie europee impegnate a stipulare alleanze e trattative segrete di cui gli stessi alleati non erano sempre informati. All'oscuro di tutto, i ricchi vivevano l’esaltazione delle nuove scoperte, mentre il resto della popolazione era troppo impegnato a sopravvivere. A Sarajevo l’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo e la consorte Sofia vengono assassinati. Scoppia la guerra, ma le cause sono molto più complesse di quanto pubblicamente dichiarato. I vincitori daranno la colpa ai vinti, umiliandoli con pesanti sanzioni. I nazionalisti tedeschi, rifiutando la sconfitta del loro esercito, incolpano i politici con l’accusa di aver inferto una pugnalata alla schiena della nazione. Non tutti i vincitori godono di pari dignità al tavolo delle trattative di pace. In Italia l’insoddisfazione fa gridare alla «vittoria mutilata». Dai contrastanti resoconti di vincitori e vinti è lecito chiedersi da che parte stia la verità e se proprio di verità si possa parlare.
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