Bossy aveva ragione. Sempre. Invariabilmente. Era limitata solo dal fatto che doveva basarsi su dati reali, e non assunti teorici, su cui lavorare. Partendo da questi fatti le sue conclusioni e predizioni erano inevitabilmente esatte. Bossy era stata disegnata come un servomeccanismo per la guida degli aeroplani ma presto era diventata qualcosa di molto più importante: un supercomputer.
E come avrebbe accolto il mondo questa nuova scoperta della tecnologia che avrebbe potuto risolvere tutti i suoi problemi? A braccia aperte e con grida di esultanza, forse?
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